2. Lettera di un (altro) padre alla figlia

Sangue del mio sangue, piume delle mie piume,

stasera ho ascoltato per radio il testo di questa lettera che George Ivanovich Gurdjieff aveva scritto alla figlia.

Sono rimasto sorpreso e colpito da quante riflessioni rispecchiassero anche il mio modo di intendere la vita ed i rapporti sociali. Così ho pensato di trascrivertela per, spero, un giorno poterne parlare con te…

Fissa la tua attenzione su te stesso, sii cosciente in ogni momento di quello che pensi, senti desideri e fai.
Finisci sempre quello che hai cominciato.
Fa’ quello che stai facendo il meglio possibile.

Non incatenarti a nulla che alla lunga ti possa distruggere.
Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
Tratta ogni persona come se fosse un parente prossimo.
Riordina ciò che hai disordinato.
Impara a ricevere, ringrazia per ogni regalo.
Smettila di autodefinirti.
Non mentire e non rubare, se lo fai menti e rubi a te stesso.
Aiuta il prossimo senza renderlo dipendente da te.
Non desiderare di essere imitato.
Stila dei progetti di lavoro e realizzali.
Non occupare troppo spazio.
Non fare rumore né gesti che non siano necessari.
Se non hai fede, fa’ come se ce l’avessi.
Non lasciarti impressionare dalle personalità forti.
Non impadronirti di niente e di nessuno.
Distribuisci in modo equanime.
Non sedurre.
Mangia e dormi il minimo indispensabile.
Non parlare dei tuoi problemi personali.
Non emettere giudizi né critiche quando conosci solo una minima parte dei fatti.
Non stringere amicizie inutili.Non seguire le mode.
Non venderti.
Rispetta i contratti che hai sottoscritto.
Sii puntuale. (*)
Non invidiare i beni o i successi del prossimo.
Parla il minimo indispensabile.
Non pensare ai benefici che ti procurerà la tua opera.
Non minacciare mai.
Mantieni le promesse.
In una discussione, mettiti nei panni dell’altro.
Accetta di venire superato da qualcuno.
Non eliminare, trasforma.
Vinci le tue paure, dietro ciascuna di loro si nasconde un desiderio.
Aiuta l’altro ad aiutarsi da solo.
Vinci le tue antipatie e avvicinati alle persone che vorresti allontanare.
Non agire come reazione a quello che dicono di te, nel bene e nel male.
Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
Trasforma la tua collera in creatività.
Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.
Trasforma la tua invidia in ammirazione per le qualità dell’altro.
Trasforma il tuo odio in carità.
Non ti lodare e non ti insultare.
Tratta quello che non ti appartiene come se ti appartenesse.
Non ti lamentare.
Sviluppa la tua fantasia.
Non dare ordini per il solo piacere di essere obbedito.
Paga per i servizi che ti vengono dati.
Non fare propaganda delle tue opere o idee.
Non cercare di suscitare negli altri emozioni nei tuoi confronti come la pietà, l’ammirazione, la simpatia, la complicità.
Non cercare di distinguerti per l’aspetto esteriore.
Non contraddire mai, taci.
Non contrarre debiti, compra e paga subito.
Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.
Se hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.
Se ti accorgi di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere per orgoglio nel tuo errore e desisti subito dai tuoi propositi.
Non difendere le tue idee più antiche per il semplice fatto di essere stato tu a enunciarle.
Non conservare oggetti inutili.
Non farti bello delle idee altrui.
Non farti fotografare vicino a personaggi famosi.
Non rendere conto a nessuno, sii tu il giudice di te stesso.
Non definirti in base a quello che possiedi.
Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
Accetta l’idea che nulla è tuo.
Quando ti chiedono la tua opinione riguardo qualcosa o qualcuno, di’ soltanto le sue qualità.
Quando ti ammali, invece di odiare il male, consideralo il tuo maestro.
Non guardare di nascosto, guarda diritto negli occhi.
Non dimenticare i tuoi morti, ma assegna loro un posto limitato, in modo che non invadano tutta la tua vita.
Nel luogo in cui vivi, dedica sempre uno spazio al sacro.
Quando rendi un servizio, non esagerare i tuoi sforzi.
Se decidi di lavorare per gli altri, fallo con piacere.
Se sei in dubbio tra il fare e il non fare, corri il rischio e fa’.
Non cercare di essere tutto per il tuo partner; accetta che cerchi in qualcun altro quello che tu non puoi offrirgli.
Quando qualcuno ha il suo pubblico, non precipitarti a contraddirlo rubandogli l’attenzione dei presenti.
Vivi del denaro che tu stesso ti sei guadagnato.
Non ti vantare delle tue avventure amorose.
Non ti pavoneggiare delle tue debolezze.
Non andare mai a trovare qualcuno soltanto per passare il tempo.
Ottieni per ridistribuire.
Se stai meditando e arriva un diavolo, metti questo diavolo a meditare con te.”

 

(*) La puntualità non è sovente il forte di tuo padre, ma tu non dimenticare di dover riuscire ad essere migliore di lui…

 

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1. Immagina, puoi. Il manifesto dell’umanità.

Figlio mio meraviglioso,

fino ad oggi mi hai regalato tantissime emozioni profonde. Non hai neppure idea di quante lacrime di gioia io abbia versato sino ad oggi per merito tuo, già da molto prima che tu nascessi.

Una delle emozioni più forti me l’hai donata il 29 luglio, quando ti ho messo a sedere sulle mie ginocchia e, per la prima volta in vita tua, ti ho fatto ascoltare Imagine. Non è solo perché ti ho fatto sentire una delle mie canzoni preferite, ma perché simbolicamente ti ho dato la mano ed ho iniziato ad accompagnarti sul cammino della conoscenza, della scoperta del mondo. Ho iniziato a trasmetterti ciò che so, che ho capito della vita e del mondo…

E non è un caso che il percorso sia iniziato da quella canzone, perché quella non è solo una canzone: è un vero e proprio manifesto utopico per l’Umanità. Una visione chiara – pur essendo allo stato attuale solo il sogno di una mente illuminata – di ciò che gli uomini dovrebbero essere, l’uno per l’altro e nel loro complesso. Una situazione a cui tendere impegnandoci in prima persona giorno dopo giorno, pur nello scetticismo più totale e nell’egoismo più assoluto che sembrano possedere la società di questi tempi. Un’umanità cieca, egoista, arraffona e per niente lungimirante.

Ma se puoi vedere il sogno, l’utopia, puoi agire per raggiungerla. Un computer può realizzare ogni genere di operazione che una mente umana possa immaginare. Così se riesci ad immaginare un mondo diverso puoi fare in modo di renderlo migliore, rendendolo anche un pochino più simile all’utopia: fatto un passo avanti, la meta sarà più vicina per i passi di domani. Ed un buon passo è iniziare a condividere la visione, il sogno, l’utopia con chi ci è vicino.

Rifletti sul testo, troverai che è tristemente reale nell’analisi delle storture e l’indicazione delle soluzioni è talmente ovvia da essere disarmante. Occorre solo metterle in pratica… Spero che un giorno il testo potrà sembrare desueto, perché le soluzioni rappresenteranno lo stato di fatto. Occorrerà una rivoluzione, lenta e pacifica.

Ed adesso, facciamo parlare il poeta, il rivoluzionario, il sognatore…

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today
Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one
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0. Caro figlio mio, ti scrivo perché…

Carissimo figlio mio adorato,

è da quando sei poco più di un pensiero, ed ancor prima una semplice speranza sognata, ma da prima che facessi finalmente capolino alla luce del sole che penso di concretizzare una mia vecchia idea di raccogliere da qualche parte pensieri, riflessioni ed esperienze che voglio trasmetterti. Perché questo, per me, è il senso del crescere le generazioni future: trasmettere lo “stato dell’arte” della conoscenza, delle esperienze fatte e delle lezioni tratte anche e soprattutto dai propri sbagli, affinché da lì si possa ripartire per dipanare il filo infinito della conoscenza dell’Universo senza ripetere gli sbagli fatti.

Sono intimamente convinto che un padre sarà stato un buon padre se, tramite i suoi insegnamenti, suo figlio sarà diventato persona migliore di quanto lo sia stato lui. Ed è questo l’augurio che ti faccio, di essere migliore di me*, accompagnato dalla speranza che anche tu – come tuo padre cerca di fare ogni giorno – contribuisca a rendere questo Mondo migliore di quello che hai trovato nascendo. Sarà sicuramente così.

Con amore infinito,
tuo padre.

(*) Qualche burlone o qualche malalingua ti dirà che non ci vorrà poi molto, tu non te ne curare e non te ne sentire offeso. Ridi insieme con chi scherza con animo benevolo, degli altri…
Non ti curar di lor
ma guarda e passa
…e sorridigli sornione.

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Suv parcheggiato sulla spiaggia: la tracotanza va in vacanza. Al mare.

Suv parcheggiato sulla spiaggia di Pittulongu, Olbia
OLBIA – Deve avere creduto che possedere un Suv significa potere parcheggiare ovunque. Cosi, ha preso il suo “macchinone” nero e lo ha piazzato direttamente sulla sabbia. Fra l’ombrellone e l’asciugamano. E’ quanto accaduto ieri sera nella spiaggia di Pittulongu, Olbia, davanti agli sguardi increduli dei numerosi bagnanti.

Sguardi che, però, non devono avere turbato più di tanto l’uomo, un 32enne bolognese, che ha continuato a prendere il sole con la moglie, il cane e l’immancabile fuoristrada. Un po’ più di effetto, invece, deve averlo fatto l’intervento della polizia municipale dato che l’uomo, alla vista degli agenti, si è alzato per cercare di coprire la targa del veicolo. E, ai vigili che gli chiedevano spiegazioni, ha risposto: “Nessuno mi vieta di parcheggiare dove voglio”.

Peccato, però, che esista un Codice della navigazione che, tra le tante cose, tutela le spiagge. Conclusione: una multa da 2.068 euro. Magari la prossima volta in spiaggia porterà solo il cane e la moglie.

Fonte: www.today.it
http://www.today.it/rassegna/suv-parcheggiato-spiaggia-pittulongu-olbia.html
Su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Todayit/335145169857930

 

Questa notizia fa arrabbiare, indignare. O meglio, se siete come me, se avete il mio stesso amore per il concetto di RISPETTO verso il prossimo (e non solo) allora vi arrabbierete o vi indignerete o avrete una qualche altra reazione sdegnosa.

Se invece restate indifferenti a questa notizia – o peggio pensate che un comportamento del genere sia legittimo – allora, secondo me, dovreste preoccuparvi. Vi spiegherò il perchè illustrandovi perché io mi senta arrabbiato,indignato, sconcertato, avvilito ed affranto a leggere una notizia del genere.

Questa azione rappresenta la summa perfetta – o meglio perfettamente pessima – di un insieme di comportamenti errati che ci dicono molto del pensiero e del modo di vivere di quel pirla(*) del proprietario e conducente.
(*) Il Tribunale di Milano ha dichiarato che “pirla” non può essere considerato un’offesa.

Ecco i capi di imputazione:

  • assenza totale di rispetto verso l’ambiente: inquinare una spiaggia e deturparne il paesaggio non sono minimamente tenuti in conto;
  • assenza totale di rispetto verso il prossimo: avere un suv parcheggiato in spiaggia normalmente disturba qualsiasi persona normale che fugge su una strada anche per lasciarsi alle spalle le brutture cittadine;
  • strafottenza totale verso le regole di convivenza che servirebbero a garantire un quieto vivere ed il rispetto degli spazi (non solo fisici) e dei diritti altrui.

La notizia è vecchia, così come buona parte del post scritto più di un anno fa. Ma il fatto che sia vecchia non implica che una simile impresa di tale genio del male meriti di essere dimenticata…

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Primo postulato per efficientare la Repubblica Italiana

Se proprio non si vuole premiare il merito, almeno si punisca il demerito.

In un Paese purtroppo allergico alla meritocrazia, si potrebbe iniziare a prendere questa contromisura. Ecco come si potrebbe coniugare.

  • Ogni dipendente di azienda pubblica, partecipata o privata che commetta un errore – soprattutto per negligenza o abuso di potere – deve pagarne le conseguenza anche in virtù del danno apportato agli utenti del servizio curato o alla res pubblica. Ogni dipendente, ad iniziare dai dirigenti ovviamente!
  • Se un dirigente di una azienda pubblica – in base a parametri certi, oggettivi e misurabili – non migliora lo stato dell’azienda che dirige, deve essere rimosso dal suo incarico (senza ricevere alcuna buonuscita!) e non deve avere accesso ad altre aziende pubbliche (basta al valzer delle poltrone!).

In questo modo ci vorrà del tempo, ma alla fine si dovrebbe riuscire ad avere persone capaci nei posti chiave e persone volenterose ed attente in ogni genere di posto.

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Chi ci ripaga del tempo speso per pasticci altrui?

In effetti questa è una (dis)avventura da semplice cittadino, molto comune. Anzi proprio questa coinvolge centinaia di cittadini puteolani.

L’altroieri mattina vado alle poste a ritirare una raccomandata: “Chiuso per rapina”.
Considerazione: “c’è ancora chi rapina gli uffici postali?!?”. Non mi meraviglio, siamo nel selvaggio west dove lo Stato è praticamente assente e vale la legge del più forte. E ove ci siano persone in divisa non è detto  – ahimè, ma questa è un’altra disavventura – che operino per la Legalità e la Giustizia!
Ritorniamo a noi. Ieri ritorno alle poste e ritiro la raccomandata.
E’ un avviso di Equitalia che asserisce di aver provato a notificarmi un atto a casa ma, vista la mia assenza, ha spedito l’atto all’ufficio comunale. Dopo l’immancabile imprecazione di rito che ha fatto tuonare l’Olimpo ed altre celesti sfere di svariate religioni, mi chiedo cosa mai vorrà Equitalia da me…
Già in passato, più volte, mi hanno “minacciato” di svariate ritorsioni se non avessi pagato debiti che poi ho scoperto non avere: multe di 20 anni fa pagate regolarmente, multe contestate ed annullate dal giudice di pace e simili…
Stamattina vado all’ufficio comunale con l’avviso in mano e lì mi raccontano la seguente simpatica storiella.

A giugno Equitalia avrebbe notificato centinaia di cartelle esattoriali – dico avrebbe perchè al Comune dubitano che abbiano effettivamente mandato qualcuno: anche anziani che non escono mai di casa hanno ricevuto il mio stesso avviso – inviando poi la comunicazione per il ritiro presso il Comune.
Peccato, però, che poi le stesse cartelle da ritirare non siano mai state inviate al Comune. Così dopo l’arrivo delle prime raccomandate agli utenti (a settembre) il dirigente si è messo in contatto con Equitalia sollecitando l’invio delle cartelle. A stamattina, il Comune non le ha ricevute ancora per cui fanno una fotocopia dell’avviso e preparano una dichiarazione nella quale attestano che è stato tentato il ritiro dell’atto. Tra qualche giorno, quindi, mi avviseranno telefonicamente che potrò andare a ritirare tale attestazione che mi potrà servire ovemai (capiterà sicuramente!) Equitalia mi comunichi “ulteriori sanzioni di mora” dovute al mancato pagamento di quanto non-notificatomi.

Facciamo due conti: considerando i tempi per gli spostamenti e le file, ho già buttato 6 ore per cercare di recuperare un atto che non c’è e dovrò spenderne ancora un altro paio per prelevare l’attestazione al Comune. Poi dovrò verificare la fondatezza di quanto Equitalia mi contesta ed alla fine – probabilmente – dovrò fare un ricorso.

Alla fine quanto mi sarà costata l’inefficienza di Equitalia?

Una doverosa nota di chiusura: perseguire i debitori è giusto e doveroso da parte di chiunque.
Oltre all’inefficienza, la cosa che fa specie di Equitalia è il conclamato tradimento della sua iniziale mission che doveva essere quella di perseguire i grandi evasori. Invece, seguendo una prassi purtroppo consolidata, Equitalia si è trasformata nella trasfigurazione dello sceriffo di Nottingham: debole coi forti (e ricchi) e forte (e rigida) coi deboli.
E soprattutto fa imbestialire il fatto che “ci provino” sempre: mandano cartelle esattoriali senza verificare prima la fondatezza del credito vantato. Poi l’onere della prova spetta a te, ed una volta che hai provato che non avevi alcun debito nessuno pagherà mai per gli errori fatti nè ripagherà te per le risorse (tempo e soldi) che hai dovuto spendere per far valere le tue ragioni.

Equitalia, immoralmente, conta sul fatto che spesso pagare la cartella – anche se infondata – è più conveniente che fare ricorso avverso la stessa. E lo fanno perchè i loro errori restano impuniti.

E sull’impunità verterà anche la prossima (dis)avventura di un ingegnere…
Stay tuned!

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Salvate Berlusconi!!!

Mi appello ai membri del PD della Commissione che deve esprimersi sulla decadenza di Berlusconi: SALVATELO!!!
Dovete salvarlo.
Non per la stabilità del governo (capirai!… per quello che vale e che ha fatto ‘sto governicchio…).
Non per salvaguardare l’economia del Paese (persino la Spagna sta meglio di noi… a quando il sorpasso di Grecia e Portogallo?).
Non per compiacere Napolitano che non ha proprio voglia di impegnarsi in consultazioni per un nuovo governo.
Dovete salvarlo per amore di onestà e chiarezza.
Si chiarisca, una volta per tutte, che la Legge NON è uguale per tutti, che in Italia l’onestà non paga e non viene considerata, che il merito non conta un cazzo e viene considerato meno dell’onestà, che le regole esistono come le quinte in un teatro che un regista può cambiare e ignorare a proprio piacimento.

Si dica tutto ciò senza più ipocrisie, finzioni, così che tutti possano trarre le proprie conclusioni. Vamos, adelante! Tutti fuori da questo Paesotto corrotto. Chi ha più voglia di fare rivoluzioni, resistenze, lotte…? Per ottenere cosa? Per tirare la carretta ancora per un po’ e fare arricchire ancora un po’ di più i soliti?
Andiamo in quei grigi e civilissimi Paesi d’Europa che garantiscono una vita serena, dove se vali vieni premiato, dove se hai una idea vieni ascoltato, dove non si considerano solo gli amici degli amici…

Ma che ho scritto? Che dovete farlo per amore di che? onestà e chiarezza?
Scusate. Fatelo per amore di inciucio, di collusione, di corruzione…
Al 99,99% la passerete liscia come per tutte le altre porcate fatte in questi anni (Violante, D’Alema… ce l’ho con voi e con i “patti” e le promesse fatte a B. negli anni passati… il conflitto di interessi…).
Attenti solo allo 0,01%…

http://www.youtube.com/watch?v=chMuFUXbtdQ

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Bambini come oggetti, buone intenzioni o menti ciniche?

Non c’è bisogno di aggiungere niente al contenuto dell’articolo…
Mi viene una profonda tristezza: proprio non capisco come si possa decidere di sfruttare il disagio umano per lo spettacolo…

Show Pakistano mette in premio neonati

Il reality show dello scandalo: in palio c’è un neonato orfano

Polemiche per un show televisivo pakistano che non mette in palio premi in denaro ma neonati orfani: la denuncia delle organizzazioni umanitarie

Incredibile ma vero, in Pakistan è in onda un reality-show che non mette in palio soldi, né splendide macchine, bensì neonati orfani. Nel duro periodo di Ramadan in Pakistan le trasmissioni televisive fanno a gara per aggiudicarsi il picco di audience: reality in cui disperati si fanno esorcizzare, altri in cui si tenta di convertire credenti hindou all’islamismo.

In questo caso si regalano bebè e pare che sia un’ottima pensata per un boom di ascolti assicurato. La trasmissione, presentata dalla star del Paese Aamir Liaquat Hussain ha fatto subito scandalo: in palio un bambino orfanello per genitori che non possono avere figli.

I piccoli vengono esposti nel programma come merce, presentati come prodotti da acquistare: “Questa magnifica bambina è stata gettata su una pila di spazzatura. Ammirate quant’è bella e innocente” delcama il presentatore.

Dietro tutto ciò potrebbe anche esserci un fine nobile, quello di affidare neonati che sono stati abbandonati per strada o nei cassonetti, a coppie desiderose di maternità. Ma la metodologia di affidamento è decisamente al limite, rendendo in questo modo delle vite umane meri oggetti da commercializzare.

La trasmissione si è anche scontrata con l’elite intellettuale del mondo pakistano, come testimonia la dichiarazione dell’autore e giornalista Bina Shah: “Regalare un bambino in televisione è la peggior violazione dell’etica che si potesse mai immaginare”. La primissima puntata è stata mandata in onda il 14 luglio scorso e nonostante lo shock iniziale, il programma va avanti: ha già affidato infatti due orfani fin’ora.

Per questa “missione”, Huissan può contare sull’aiuto e il sostegno di Chhipa Welfare Association, la quale riferisce che in Pakistan sempre più neonati vengono abbandonati per le strade. Un modo come un altro per agire-solidale?

Fonte: http://www.today.it/mondo/reality-show-bambino-premio-pakistan.html
 
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Più in basso di così… si scava!

Solo un imbecille poteva immaginare di realizzare una maglia sportiva con una livrea “mimetica”. Mi domando, poi, quali menti eccelse le abbiano approvate…

Ma come? Con tutte le campagne sul fair play, i tentativi di riportare un evento sportivo nell’alveo naturale di un semplice spettacolo e di stemperare ogni tensione, le continue prediche contro la violenza negli stadi (e fuori), la (giusta) esaltazione del rugby come esempio di sport con i più alti valori condivisi da giocatori e supporter…
…come vi viene in mente di inserire un richiamo così forte alla guerra?!?

Poi non ci si lamenti se un buon numero di imbecilli – che con lo sport non hanno nulla a che vedere, evidentemente così come lo stilista delle suddette maglie – alla prima occasione trasformeranno lo stadio in teatro di violenze, se per primi i giocatori daranno l’idea di andare in battaglia.

E la Federazione Italiana Gioco calcio ed – ancor di più – il C.O.N.I. non dicono nulla?!? Bene… Poi non venite a fare le solite sceneggiate alle prime manifestazioni violente.

L’ennesimo esempio di come in Italia si sia perso il senso del gusto, di cosa sia opportuno, di cosa sia giusto…VERGOGNATEVI!!!

[modalità cazzara/ON] Ultime notizie: dalla foto in basso è chiaro il motivo della maglia “mimetica” del Napoli: i giocatori vogliono nascondersi tra le zolle d’erba per cogliere di sorpresa gli avversari.
E’ stato ingaggiato uno specialista: Rolando.


[modalità cazzara/OFF]

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Come Gremlins a mezzanotte.

Il numero degli imbecilli ed acefali aumenta esponenzialmente, ma così tanto che sembra che questi siano Gremlins intenti a uno spuntino sotto la doccia a notte fonda!

Non ho ancora finito di scrivere il mio pezzo sul “padrone del mondo” che ha parcheggiato il suv in spiaggia accanto al proprio asciugameno, che mi tocca segnalare questo inqualificabile soggetto che entra a pieno titolo nella galleria dei Nuovi Mostri.

Ed è proprio come un gremlin: brutto, cretino, distruttivo, esaltato, volgare, ignorante, vendicativo, fastidioso…

Ex Isola dei Famosi lancia banane contro il ministro Kyenge

Dopo l’insulto di Calderoli un’altra brutta vicenda di razzismo contro il ministro Cecile Kyenge che, mentre era ospite della Festa del Pd a Cervia, in Emilia Romagna, è stata bersaglio di un lancio di banane. Il gesto è stato rivendicato senza mezzi termini da Davide Fabbri, conosciuto come il “Vikingo di Cervia”, concorrente dell’Isola dei Famosi nel 2011 (dove litigò con Simona Ventura).

L’ex spogliarrellista annuncia di spiegare le motivazioni del gesto, in una conferenza stampa che si terrà al cimitero di Predappio, davanti alla cripta di Benito Mussolini, nel giorno dell’anniversario della nascita del Duce (29 luglio), celebrato già domenica da un gruppo di nostalgici.

Non si sa se si tratti di una trovata pubblicitaria, o se realmente di una confessione di colpevolezza per un gesto sul quale la Questura sta indagando. Fabbri era già stato protagonista di un episodio che aveva coinvolto il presidente della Camera, Laura Boldrini, in una sorta di “denuncia incrociata”.

Nell’oggetto della mail che annuncia la conferenza si legge:“ Le banane alla Kyenge le ho tirate io. Importanti rivelazioni sul caso delle banane lanciate al Ministro Kyenge. Con me ci sarà Antonio pastori Pierleoni, (discendente di Papa Gregorio VI e Anacleto II), che, come me, ha denunciato la Boldrini per le stesse ragioni il 7 Luglio”. La denuncia è scattata dopo che la Boldrini ha dichiarato che le case popolari “saranno date prima ai rom e agli extracomunitari con figli a carico”. Frase in realtà mai pronunciata dalla presidente della Camera.

Fonte: http://www.today.it/rassegna/ex-isola-famosi-banane-contro-ministro-kynege.html

Questo ignorante decerebrato non ne azzecca una neppure per sbaglio: razzista, fascista, xenofobo, furbetto, approfittatore. Che vuoi più dalla vita?!?
Ah sì! Una buona idea – a proposito di banane – sarebbe fargli fare la fine di Clarence Beeks in “Una poltrona per due”…

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