La “colpa” dell’esistenza di queste pagine è da distribuirsi tra un po’ di amici e conoscenti…
Nel momento in cui mi è capitato di esprimere pensieri ed opinioni su argomenti vari, o di condividere alcune esperienze paradossali o “oltre ogni limite di decenza” ho incontrato approvazioni, esortazioni a diffondere idee ed alimentare dibattiti al fine di trovare soluzioni e tramutare le idee stesse in azioni.
E allora, per diffondere per raggiungere e coinvolgere anche chi non è presente sui social network che vanno per la maggiore – oltre che per cercare uno sfogo che impedisse al mio fegato di esplodere – ho deciso di affidare idee, pensieri, racconti, proposte, provocazioni e ululati alla luna a questo blog.
Questo Blog, anche come “struttura”, si modificherà e crescerà col tempo: il sottoscritto ha abbandonato da un po’ di anni gli strumenti di comunicazione web e deve “riprenderci” conoscenza e mano…
La scelta della piattaforma per aprire questo megafono virtuale scaturisce spontaneamente dalla lettura di cosa sia il progetto Noblogs:
“Noblogs.org è un progetto del Collettivo A/I che da almeno dieci anni continua a fornire servizi di comunicazione e cospirazione ad attivisti e attiviste, e in generale a tutti coloro che si riconoscono nelle prerogative del nostro manifesto: lottare e combattere per una società più equa, più giusta, più libera; sottrarsi al controllo pervasivo di una società troppo interessata a sapere chi sei e non a quello che pensi e che ami/odi; smentire l’idea che ogni attimo della nostra vita corrisponda in qualche modo a denaro sonante e transazioni economiche.”
Occorre che io inizi anche a comunicare il perchè del nome e della foto scelta come testata.
Il nome del blog sintetizza le due anime che convivono in me in armonia con la mia Coscienza: quella di cives, di cittadino, membro di una comunità nazionale, di una europea ed anche membro della comunità degli Uomini che vivono su questo pianeta; l’altra è quella di ingegnere, ossia di un professionista che – per essere e restare libero – spesso si trova a dover adire percorsi più impervi e scoscesi, fare scelte meno semplici e remunerative. Il nome, quindi, diventa anch’esso un manifesto: il mio fine è raccontare e confrontarmi su come il cives ed il professionista si muovono sulla Terra e nella società, al fine di trovare e sviluppare delle idee che – in accordo con la mia coscienza – possano essere condivise e portate avanti da tutti quelli che, come me, avvertono un profondo disagio nel vivere quotidiano.
La foto scelta non è solo emblematica di una mia passione (le immersioni, magari proprio su relitti bellici). Quella foto vuole essere rappresentativa di come mi sento in questo periodo: il sub si muove in un ambiente interessante, difficile, talvolta ostile, e di certo non per lui – animale terrestre – naturale. Il relitto – scuserete l’estrema banalità! – rappresenta l’attuale situazione del nostro Paese. Una volta si diceva che fosse alla deriva. Oggi non solo è decisamente affondato, ma rischia di sprofondare in una fossa oceanica dalla quale – con gli strumenti attuali – non potrà più essere recuperato. Il sub esplora con cautela la nave cercando di capire cosa può fare per riportarla a galla. Ma la nave, forse non consapevole del suo status di relitto, sembra ancora minacciare il sub con le sue armi…
Bene! Come prologo e manifestazione d’intenti mi pare possa bastare…
Giuro che in futuro cercherò di essere più sintetico.
Benvenuti e buona partecipazione.