Inauguriamo la galleria degli eroi moderni.
Gli eroi una volta erano coloro che compivano gesta uniche e memorabili, eclatanti e straordinarie e – soprattutto – con grandi ricadute benefiche per il consesso sociale di riferimento. Ecco: era proprio il fatto di essere straordinarie, fuori dal comune, a rimarcarne l’eroicità. Un po’ come mettere a paragone un campione, ad esempio Earvin “Magic” Johnson ed un rispettabilissimo gregario come Kurt Rambis: il campione è quello capace di incredibili gesti atletici, colui che con un’invenzione trascina la sua squadra alla vittoria, è di lui che tutti parlano.
Oggi c’è una particolarissima inversione di ruoli. In una società sempre più derelitta, meschina ed egoista, l’eroe è colui che – magari nel silenzio e nell’anonimato – compie dei gesti che in un mondo normale sarebbero usuali, ordinari e che diventano eclatanti perché rari nell’attuale contesto. Ma proprio perché ci è ben chiaro che vorremmo che tutti si comportassero nella stessa maniera, questi gesti diventano eroici, da indicare ad esempio affinché altri li possano emulare.
Ecco perché inauguro la galleria degli Eroi moderni con questo gesto di normale sportività:
Il 2 dicembre [2012], il corridore basco Iván Fernández Anaya era in competizione in una corsa campestre a Burlada, Navarra. In seconda posizione, a una certa distanza dietro il leader della corsa Abel Mutai, medaglia di bronzo nella 3000 metri siepi alle Olimpiadi di Londra. Entrati in dirittura d’arrivo, vide il keniano fermarsi circa 10 metri prima del traguardo, pensando di aver già attraversato la linea.
Fernández Anaya invece di sfruttare l’errore di Mutai ed accelerare il passo per rivendicare una vittoria improbabile, è rimasto dietro e, a GESTI, ha guidato il Kenyiota alla linea per fargliela attraversare per primo.
A fine gara ha dichiarato: “Anche se mi avessero detto che la vittoria mi avrebbe garantito un posto nella squadra spagnola per i campionati europei, non l’avrei fatto. Perché oggi, con il modo in cui vanno le cose in tutti gli ambienti: nel calcio, nella società, nella politica, in cui sembra che tutto sia permesso, un GESTO di onestà è anche più importante “
Il gesto sarebbe “normale” in un mondo normale. Ma è rivoluzionario perché intrinsecamente porta con se dei messaggi grandiosi: 1. Onore al merito: si rispetta chi è più meritevole di se stessi, si lascia che la scala dei valori non venga sovvertita da episodi fortuiti in concomitanza con comportamenti “furbeschi” e quindi meschini; 2. è sport, non è una guerra dove far vigere sopraffazioni ed ogni genere di mezzo per prevalere.
Con questo gesto, Iván Fernández Anaya ha dimostrato di essere un uomo che sa cosa sia e tiene in gran conto il RISPETTO: rispetta se stesso ed il suo avversario, rispetta le regole morali, rispetta l’idea di sport e propaganda la meritocrazia.
Per questo non si può non inserire Iván Fernández Anaya nella galleria degli Eroi Moderni.
Benvenuto e grazie!