Figlio mio meraviglioso,
fino ad oggi mi hai regalato tantissime emozioni profonde. Non hai neppure idea di quante lacrime di gioia io abbia versato sino ad oggi per merito tuo, già da molto prima che tu nascessi.
Una delle emozioni più forti me l’hai donata il 29 luglio, quando ti ho messo a sedere sulle mie ginocchia e, per la prima volta in vita tua, ti ho fatto ascoltare Imagine. Non è solo perché ti ho fatto sentire una delle mie canzoni preferite, ma perché simbolicamente ti ho dato la mano ed ho iniziato ad accompagnarti sul cammino della conoscenza, della scoperta del mondo. Ho iniziato a trasmetterti ciò che so, che ho capito della vita e del mondo…
E non è un caso che il percorso sia iniziato da quella canzone, perché quella non è solo una canzone: è un vero e proprio manifesto utopico per l’Umanità. Una visione chiara – pur essendo allo stato attuale solo il sogno di una mente illuminata – di ciò che gli uomini dovrebbero essere, l’uno per l’altro e nel loro complesso. Una situazione a cui tendere impegnandoci in prima persona giorno dopo giorno, pur nello scetticismo più totale e nell’egoismo più assoluto che sembrano possedere la società di questi tempi. Un’umanità cieca, egoista, arraffona e per niente lungimirante.
Ma se puoi vedere il sogno, l’utopia, puoi agire per raggiungerla. Un computer può realizzare ogni genere di operazione che una mente umana possa immaginare. Così se riesci ad immaginare un mondo diverso puoi fare in modo di renderlo migliore, rendendolo anche un pochino più simile all’utopia: fatto un passo avanti, la meta sarà più vicina per i passi di domani. Ed un buon passo è iniziare a condividere la visione, il sogno, l’utopia con chi ci è vicino.
Rifletti sul testo, troverai che è tristemente reale nell’analisi delle storture e l’indicazione delle soluzioni è talmente ovvia da essere disarmante. Occorre solo metterle in pratica… Spero che un giorno il testo potrà sembrare desueto, perché le soluzioni rappresenteranno lo stato di fatto. Occorrerà una rivoluzione, lenta e pacifica.
Ed adesso, facciamo parlare il poeta, il rivoluzionario, il sognatore…
IMAGINE JOHN LENNON